Occupy Belo Monte. Amazzonia, le tribù insorgono e bloccano il cantiere della diga

FONTE: Il Journal Blog

IlJurnal

In Brasile le tribù della foresta amazzonica sono di nuovo insorte. Stanno occupando una parte dell’enorme cantiere che costruisce la diga idroelettrica di Belo Monte, la terza più grande del mondo se mai verrà ultimata: una ferita ai polmoni del pianeta.

Per produrre l’energia elettrica necessaria al cosiddetto sviluppo, la diga modificherebbe l’assetto idrografico dell’intero bacino del fiume Xingu, uno dei grandi affluenti del Rio delle Amazzoni. Cancellerebbe le risorse naturali – l’acqua, i pesci, gli alberi – che permettono la vita degli indigeni. Oltre alla natura, distruggerebbe le loro fonti di sostentamento, la loro terra, la loro cultura.

Così ieri circa 200 indigeni orgogliosamente ornati con le pitture tradizionali hanno fermato 3.000 operai e le loro ruspe. Il numero degli occupanti dovrebbe aumentare, dato che altre tribù hanno promesso di andare a dare manforte: chiedono che il loro parere venga tenuto in considerazione, quando si tratta di stravolgere la loro terra.

La foto qui sotto, datata 2 maggio, è di International Rivers. Descrive la situazione meglio di mille parole.

Sia International Rivers sia Amazon Watch mettono l’accento su un fatto: gli indigeni sono in fermento non solo a Belo Monte, ma anche in vaste aree dell’Amazzonia brasiliana in cui sono previste dighe e infrastrutture varie.

Difendono le loro risorse e la loro cultura: e davvero bisognerebbe domandarsi se la nostra vita è migliore o no della loro, se incanalarli verso lo “sviluppo” equivale a far loro un piacere anzichè un torto gravissimo.

L’agenzia Reuters riferisce che il Governo brasiliano ha proposto un colloquio fra gli occupanti e un ministro, da svolgersi però in un vicino centro abitato e non nel cantiere. Le tribù insorte hanno detto di no: rimangono a Belo Monte.

La diga di Belo Monte è stata progettata per fornire 11.000 MW di energia idroelettrica: la superano solo quella delle Three Gorges in Cina (18.300 MW) e di Taipu (14.000 MW), sempre in Amazzonia.

Per creare il bacino artificiale alle spalle della diga verrebbero allagati 500 chilometri quadrati di foresta. Più in generale verrebbe modificato l’assetto idrologico di un’amplissima parte del bacino dello Xingu.

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